Teatro Adulti

Vorrei dirti che basta l’amore

Pompeo, l’ultima opera completa di Andrea Pazienza, rappresenta una pietra miliare per il fumetto d’autore e per la cultura underground italiana. Definita una discesa all’inferno, è piuttosto una storia incredibilmente reale: quella di un giovane uomo che non trova più alternative, che non crede esistano possibilità altre dal vivere i suoi ultimi giorni. Oltre a questo, è un’immersione nel vortice della dipendenza dall’eroina.

By Davide Del Grosso, ago
Teatro Adulti

Vivo per gioco

Vivo per gioco è un'opera che usa il gioco d'azzardo come varco per andare a scandagliare un certo tipo di sofferenza nei confronti della vita. Una sofferenza tutta dei nostri giorni. La rabbia, la visione del futuro come minaccia, dell'altro come nemico, l'idea che per vivere bisogna sopravvivere e per sopravvivere bisogna prevaricare, muovono Franco. Franco che fuma e canta. Franco che tiene la fortuna al guinzaglio, come una schiava. Franco che è un uomo e come qualsiasi uomo da qualche parte coltiva ancora il desiderio di essere vivo, semplicemente vivo, vivo per davvero e non per gioco.

By Davide Del Grosso, ago
Teatro Adulti

Teste tonde e teste a punta

Gli attori entrano e prendono parte alla commedia, che a poco a poco declina in farsa senza soluzione alcuna. Gli attori sono uomini, uomini come noi, divergono tra loro in differenze che altrove potremmo dire sottili, ma nella farsa che andiamo a raccontare tali scarti si notano, eccome! Il paese dove avvengono i fatti è un paese lontano, lasciato dietro l’angolo apposta per non sentirne troppo l’odore di somiglianza, imbarazzante somiglianza con cose che accadono a pochi passi da noi, se non addirittura qui.

By Davide Del Grosso, ago
Teatro Adulti

Il giardino dei ciliegi

Il giardino dei ciliegi è la storia di una famiglia nobile, di fine secolo, che avanza verso la rovina senza rendersene conto; possiede un giardino tutto bianco che sta accanto alla casa, e aspetta di essere abbattuto. Tutti dicono di amarlo, ma nessuno fa niente per salvarlo. Così, un ricco mercante riscatta la propria infanzia di schiavo acquistandone la proprietà.

By Davide Del Grosso, ago
Teatro Adulti

Ladonnaseduta

E’ un gioco da uomini! Donne fatte da uomini, "uominidonne" per il teatro. Lo spettacolo è un omaggio alle parole di Copi, alle sue immagini così estreme, traslucide e al tempo stesso solenni, rivelatorie, in grado cioè di disegnarci un "teatro realtà" molto più crudo della realtà stessa. "La donna seduta", "Il frigo", "Loretta strong", "La giornata di una sognatrice", "La notte di Madame Lucienne": tutto Copi, insomma! Se fosse un racconto a fumetti sarebbe un superalbo, un almanacco di figure oscene e bellissime, maschere di un mondo che pare lontano da noi ma che ci riguarda, in realtà, intimamente. Lo spettatore osserva, più che una storia, un precipizio di anime e di affreschi umani; i personaggi escono da una storia tragica per tuffarsi nell’orrido e riemergere carichi di santità, di quella castità teatrale che Copi raccontava nelle sue opere così sessuali, erotiche, ma mai volgari

By Davide Del Grosso, ago
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RossoWilde

“Di questo libro si può parlare. Di questo libro si deve parlare.” E’ iniziato così il nostro studio dell’opera di Wilde: con la consapevolezza della sua ricchezza tematica, della sua attualità così marcata da renderla un’opera urgente oggi e il nostro tentativo di tradurla in una forma teatrale immediatamente leggibile. Perché il romanzo di Wilde è un libro che come il suo protagonista non sa invecchiare: Dorian è un ragazzo a tal punto terrorizzato dall’idea di perdere la sua bellezza, e soprattutto il potere che quella bellezza esercita sul mondo, da desiderare che un ritratto muti al suo posto. Vende tutto di sé Dorian, la sua integrità, la sua ingenuità bambina, la sua coscienza, i suoi desideri pur di non perdere l’immagine perfetta di sé.

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Teatro Adulti

Di buona…Costituzione

Gli attori entrano inscenando una strana partita di pallone: non sanno come si usa la palla, non sanno quanto sarà lungo il campo, in quanti si gioca, non sanno neppure come si fa a vincere! Servono un po’ di regole per cominciare a divertirsi, serve qualcuno che possa farle rispettare

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Teatro Adulti

Fuorigioco

C'è un allenatore in un quartiere di periferia che insegue il sogno di compiere la grande impresa sportiva: uscire dall'umiliazione dell'ultimo posto in classifica occupato dalla sua squadra, la Murialdina Football Club: tutto il quartiere accompagna le sue imprese, chiedendogli conto delle sue sconfitte sempre più umilianti, anche i ragazzi cominciano ad abbandonarlo e la sua vita sentimentale subisce una minaccia di espulsione. Ma l'importante è vincere, e vincere con la Murialdina non è cosa facile, soprattutto quando si è soli a crederlo. Se un giocatore sgarra, si smarrisce, si stona, è il Mister ad andare a cercarlo, ovunque: alle giostre, al bar, al parchetto, al cinema porno…fino in fondo, fino all'anima del quartiere, perché la partita si gioca anche fuori dal campo…fuorigioco.

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Giovanni Falcone, violentazione di una terra

Prendete una terra, una terra ricca e calda di mare, di vento di scirocco e infuocatela di sangue, violentatela. La Sicilia è una terra violentata fin dalla sua nascita: dalle dominazioni straniere, violentata da traiettorie invisibili che la solcano, la feriscono, lasciano tracce ovunque posino la lama. Sono le traiettorie che disegna la mafia: con parole, azioni, minacce, esplosioni, violenze, ferite, estorsioni, e soprattutto con i silenzi. Silenzi. Il silenzio della Sicilia è difficile da suonare, difficile da sentire… ci vogliono orecchie capaci, abituate, ci vogliono orecchie che conoscono la lingua, che la sappiano tradurre dietro i silenzi, gli sbuffi, e i sorrisi di chi dice per strada “signor giudice, lei lavora troppo.”

By Davide Del Grosso, ago
Teatro Adulti

Tre righe, diario dal ghetto

“Che fai, tu luna in ciel, che fai? Mia cara luna, ti scrivo tre righe prima della buona notte, ti scrivo di notte perché tra queste pagine nemmeno mia sorella può entrare…” La luna… chissà cosa vede da lassù! Da quanto tempo ci osserva, senza mai mutare aspetto… ma è proprio vero che non cambia mai? Non si appassiona per le nostre storie? Non ride mai? Siamo sicuri che non pianga mai… In questo spettacolo abbiamo deciso di cominciare da lei, dalla luna, cioè da qualcosa che potesse regalarci uno sguardo lontano, poetico, uno sguardo che potesse dirci chi siamo, visti così da lontano. La luna, appesa nel cielo, è da sempre testimone e destinatario dei sogni, delle parole e dei desideri degli uomini…

By Davide Del Grosso, ago