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A FURIA DI DONDOLARE IL RISCHIO È DI VOLARE

 

Di Davide del Grosso 

Con David Bonacina e Cinzia Brogliato 

Scene di Dino Serra 

Costumi Marzia Cassandro e Francesca Biffi  

Regia di Davide del Grosso

Foto di scena Sara Viganò

“Non ti dondolare!” è quello che Giacomo si sente ripetere ogni giorno, ogni ora, ogni volta che si squilibra indietro sulla sedia e dondola. Sì, Giacomo dondola. Dondola quando si annoia, dondola quando è irrequieto, quando si perde nei suoi pensieri o quando viene sgridato. Dondola perché fatica a trovare il suo posto tra i banchi di scuola, nelle ore di scuola e tra i compagni. Dondola perché non ne può fare a meno. Ma non ci si dondola a scuola! E’ pericoloso. Glielo dice la maestra, glielo dice il papà e un giorno glielo dice anche Fantine, che nella vita fa l’acrobata, dondola per mestiere e lo fa in un circo. Per Giacomo, che il circo non lo aveva mai neanche immaginato, è l’inizio della rivoluzione che aspettava da sempre. La rivoluzione del trasformare un talento piccolo e apparentemente inutile in qualcosa di grande; la rivoluzione dell’impegno che ci vuole per farlo, perché tutte le cose belle sono difficili e la rivoluzione di scoprire che esiste un posto per ognuno di noi: per alcuni sarà in mezzo ai numeri, per altri in mezzo alle stelle e per qualcuno sarà su un filo sospeso nell’aria, che dondola dolcemente.

Giacomo e il circo racconta che esistono talenti i talenti ed esistono in ognuno, alcuni sono più visibili ed altri più nascosti, alcuni più spendibili nei luoghi quotidiani della vita, come la scuola ad esempio, altri meno.  Attraverso la metafora del dondolare si costruisce il personaggio di un bambino, Giacomo, che fatica ad adattarsi alle richieste della vita scolastica o familiare e per questo motivo si sente in difetto, si sente meno degli altri e tende ad autoescludersi. Il circo diventa allora la possibilità di far emergere un talento latente. Perché questo sia possibile è necessario l’incontro con qualcuno, Fantine, che sappia riconoscere quel dono e sia capace di regalare fiducia all’altro. L’altro tema attorno al quale orbita lo spettacolo è l’impegno, perché il talento e la fiducia non bastano, perché “le cose belle sono difficili” e, utilizzando sempre la metafora dell’acrobata, richiedono rigore, allenamento e volontà di cambiare. Solo così quel seme piccolo e a volte invisibile che alberga in ognuno di noi potrà fiorire in qualcosa di sorprendente, per noi e per gli altri.

Giacomo e il circo_scheda pdf


NOTE TECNICHE

spazio scenico

dimensioni minime: 7m x 7m x 3m

carico luci: 10kw

tempi

tempi di montaggio: 3 ore

tempi di smontaggio: 2 ore

durata spettacolo

50 minuti

fascia d’età

dai 5 ai 10 anni

SIAE

cod.opera: testo depositato in attesa di cod. opera

Categories: Teatro Bambini