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regia di Claudio Orlandini

di e con Carola Boschetti, Cinzia Brogliato, Chantal Masserey, Paola Casella

luci  Fausto Bonvini

scenografia e costumi  Anna Bertolotti

aiuto costumi  Athos Cassaro

trucco Beatrice Cammarata

foto di scena Davide del Grosso

Prendete una terra, una terra ricca e calda di mare, di vento di scirocco e infuocatela di sangue, violentatela. La Sicilia è una terra violentata fin dalla sua nascita: dalle dominazioni straniere, violentata da traiettorie invisibili che la solcano, la feriscono, lasciano tracce ovunque posino la lama. Sono le traiettorie che disegna la mafia: con parole, azioni, minacce, esplosioni, violenze, ferite, estorsioni, e soprattutto con i silenzi. Silenzi. Il silenzio della Sicilia è difficile da suonare, difficile da sentire… ci vogliono orecchie capaci, abituate, ci vogliono orecchie che conoscono la lingua, che la sappiano tradurre dietro i silenzi, gli sbuffi, e i sorrisi di chi dice per strada “signor giudice, lei lavora troppo.”

Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”… se pensiamo alla storia del giudice Falcone non possiamo che riconoscere la verità, e abbassare la testa. Un uomo sposato a una moglie pretendendo di non mettere al mondo figli orfani, un uomo sposato a una terra, a una guerra dura combattere. Le donne abitano la scena e la vivono come bambine, spose promesse, mogli e madri di uomini che giocano la morte tutti i giorni… ma lui non c’è, non c’è più forse, oppure anche lui è diventato un nemico invisibile per la mafia, un conto da pagare per tutta la Sicilia, per tutti noi, un passato con cui fare i conti ogni giorno, in attesa che qualcuno da uomo provi di nuovo, purtroppo, a diventare un eroe.

Giovanni Falcone_scheda pdf


NOTA TECNICA

spazio scenico

dimensioni minime 6mX6mx3m

carico luci: 20kw

graticcio

tempi

tempi di montaggio: 6 ore

tempi di smontaggio: 2 ore

durata spettacolo

60 minuti